Caso dos 30 segundos: ex-sindicalista de Malpensa condenado por violência sexual após reviravolta da Cassação
Reviravolta: ex-sindicalista de Malpensa condenado por violência sexual no 'caso dos 30 segundos' após anulação da absolvição pela Cassação.
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Caso dos 30 segundos: ex-sindicalista de Malpensa condenado por violência sexual após reviravolta da Cassação
Por Giulliano Martini — Apuração in loco e cruzamento de fontes. A segunda seção penal da Corte de Apelação de Milão reconheceu, nesta fase processual, a culpa do ex-sindicalista de Malpensa e o condenou a um ano e dois meses de reclusão pelo crime de violência sexual contra uma hostess que, em março de 2018, denunciou diresos abusos durante um incontro legato a uma vertenza lavorativa.
O caso, conhecido como o caso dos 30 segundos, ganhou repercussão nacional por levantar questões centrais sobre o conceito de consentimento e sobre a avaliação da reação das vítimas em situações de agressão. No julgamento anterior, tanto o Tribunal de Busto Arsizio, em 2022, quanto a Corte de Apelação haviam absolvido o acusado com a motivação de que la condotta contestata si sarebbe protratta per 20-30 secondi, intervalo che — secondo quelle sentenze — avrebbe consentito alla donna di reagire o allontanarsi.
Essa motivação, que considerava o tempo de presunto assalto determinante para a avaliação da ilicitude, suscitou críticas de associazioni, esperti di diritto e opinione pubblica. Após o apelo da Procura generale, a svolta é arrivata nel febbraio del 2025 quando la Cassazione ha annullato l'assoluzione con rinvio, indicando principi di diritto destinati a fare giurisprudenza.
A Suprema Corte (Cassazione) afirmou, nel ricorso accolto, che il ritardo nella reazione della vittima o nella manifestazione del dissenso non esclude il reato di violenza sessuale. La decisione ribadisce che la sorpresa e il trauma provocati da un'aggressione possono impedire una reazione immediata, rendendo irrilevante il tempo impiegato dalla persona offesa per opporsi. Si tratta di un chiarimento giuridico rilevante per futuri casi simili, poiché elimina la correlazione automatica tra durata dell'episodio e esclusione del reato.
Nel nuovo processo, il sostituto procuratore generale Angelo Renna aveva chiesto la condanna a due anni. I giudici milanesi hanno però fissato la pena a un anno e due mesi, disponendo inoltre una provvisionale di 10.000 euro a favore della persona offesa. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Do ponto de vista processual, la sentenza di Milano rappresenta un passo importante: oltre a riformare l'esito del giudizio, conferma l'orientamento indicato dalla Cassazione e chiarisce che la dinamica temporale dell'aggressione non può essere usata in modo automatico per escludere il carattere violento dell'atto. Fonti giudiziarie e documenti di processo consultati evidenziano che la decisione si basa su una lettura attenta del quadro probatorio e sul principio di tutela della vittima contro fenomeni di sottovalutazione degli effetti del trauma.
Resta aperta la fase delle motivazioni, che chiarirà in dettaglio il ragionamento dei giudici e potrà essere oggetto di ulteriore impugnazione. Da qui in avanti, il caso sarà osservato con attenzione per le implicazioni giurisprudenziali sul tema del consenso e per l'effetto che potrà avere sulle valutazioni dei fatti simili in tribunale.
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