Cinco medidas práticas para integrar hospitais e cuidados locais na oncologia e melhorar a vida dos pacientes
Cinco medidas práticas para harmonizar hospitais e cuidados locais na oncologia e melhorar a qualidade de vida de quase 4 milhões de pacientes.
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Cinco medidas práticas para integrar hospitais e cuidados locais na oncologia e melhorar a vida dos pacientes
Roma, 13 de março de 2026 — Um documento recente do Grupo de Trabalho Cipomo-FnomCeO, compartilhado com Fimmg e Sumai e apresentado no 30º Congresso Nacional do Cipomo em Roma, propõe cinco alavancas operativas que podem transformar a transição hospital-território em oncologia. Em linguagem clara e com foco na continuidade do cuidado, o relatório é um mapa prático para acompanhar a crescente cronicização das doenças tumorais e a progressiva redução dos leitos hospitalares.
As cinco propostas destacadas no documento são:
- Governance única para ilustração e coordenação local, que evite duplicazioni e promova responsabilità condivisa entre ospedali e servizi territoriali.
- PDTA vincolanti (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) che definiscono ruoli e tempi, rendendo il percorso del paziente più coerente e prevedibile.
- Il coinvolgimento del medico di famiglia come asse centrale del continuum assistenziale, per ridurre frammentazione e spostamenti non necessari.
- La figura dell'oncologo transmural — un professionista che opera tra ospedale e territorio per garantire continuità clinica e comunicazione.
- Piani di cura strutturati per la lungovigenza dei pazienti oncologici, con attenzione alla qualità della vita e alla sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
Paolo Tralongo, presidente del Cipomo, sottolinea come la transizione ospedale-territorio sia «cruciale per garantire continuità assistenziale e migliore qualità di vita», soprattutto di fronte alla crescente cronicizzazione di molte forme tumorali e alla contrazione dei posti letto. Esperienze già documentate, si legge nel documento, mostrano che modelli territoriali integrati possono ridurre spostamenti dei pazienti, abbassare la frammentazione delle cure e contenere l'impatto ambientale — benefici tangibili per quasi 4 milioni di pazienti in Italia.
Per Filippo Anelli, presidente della FnomCeO, l'obiettivo è costruire un continuum assistenziale guidato da un gruppo multidisciplinare, capace di garantire appropriatezza delle cure e sostenibilità del SSN. «Accompagnare la persona in tutte le fasi della malattia», si legge nel documento, «significa mettere radici di cura che attraversano ospedale e territorio in modo armonico».
Dal punto di vista pratico, l'adozione di questi cinque strumenti richiede investimenti organizzativi e cultura collaborativa: condividere cartelle cliniche, definire responsabilità chiare tra livelli assistenziali, formare figure professionali specifiche (come l'oncologo transmural) e attivare PDTA vincolanti capaci di orientare percorsi coerenti. Sono azioni che, se messe in campo, trasformano la rete sanitaria in un giardino coltivato, dove la cura diventa raccolto continuo anziché raccolta frammentaria.
Nel linguaggio di chi vive la salute come esperienza quotidiana, queste proposte significano meno viaggi tra strutture, meno discontinuità terapeutiche e una qualità di vita più dolce per chi convive con il tumore: una respirazione della città e delle comunità che finalmente sostiene il tempo interno del corpo di ciascuno.
Alessandro Vittorio Romano — Espresso Italia


