ANAC: governo retira candidatura de Trifone 'Nuccio' Altieri após confronto com oposizioni
Governo retira candidatura de Trifone 'Nuccio' Altieri à presidência da ANAC após forte reação das oposicoes e dúvidas sobre independência.
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ANAC: governo retira candidatura de Trifone 'Nuccio' Altieri após confronto com oposizioni
Em menos de 24 horas a nomeação proposta pelo governo para chefiar a ANAC virou ponto de atrito político e acabou com o recuo da própria candidatura. A designação de Trifone 'Nuccio' Altieri — ex-parlamentar da Lega, ex-presidente da Invimit e atualmente no comando da Fincantieri Infrastructure, além de membro do conselho de administração da Leonardo — foi anunciada no Consiglio dei Ministri e retirada no dia seguinte diante da reação feroz das opposizioni.
O cerne da disputa foi a suspeita sobre a independência exigida ao presidente da Autorità Nazionale Anticorruzione, órgão cuja autoridade depende em grande parte da confiança pública. Para os partidos de oposição, a ligação política de Altieri com a Lega comprometeria essa imparcialidade. A crítica pública abriu um debate mais amplo sobre eventuais mudanças no sistema de controle: apontamentos incluíam temores relativos a intervenções na Corte dei Conti, propostas de abolição do reato de abuso d'ufficio e um enfraquecimento das regras de vigilância sobre contratos públicos — questões que, segundo opositores, poderiam reduzir os alicerces da lei anticorrupção.
Angelo Bonelli, de Alleanza Verdi e Sinistra, foi categórico ao afirmar que a proposta equivaleria a uma ANAC "uccisa". O Movimento 5 Stelle classificou a nomeação como "atto irresponsabile e indecente". Os capigruppo do PD, Italia Viva +Europa e Azione, junto com M5S e Avs, juntaram-se a um apelo formal à presidente do Conselho, Giorgia Meloni, pedindo o ritiro della candidatura. Em carta enviada ao governo, as forças d'opposizione exigiram uma figura di "indiscutibile terzietà", indipendenza dai partiti e competenze specifiche nel contrasto alla corruzione e nella vigilanza sugli appalti pubblici.
Meloni, interrogata durante la visita all’Eicma a Milano, aveva difeso la scelta sostenendo che la nomina rientrava nelle competenze esecutive e che tutto fosse in regola. O vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha definito «ingenerose» le polemiche e ha espresso fiducia nella regolarità della procedura, sottolineando il proprio apprezzamento personale per Altieri.
Per contro, la Lega ha provato a neutralizzare uno degli argomenti delle opposizioni sostenendo che Altieri non ricopriva incarichi politici incompatibili: secondo fonti del partito, il 18 settembre 2024 Altieri sarebbe stato indicato per un ruolo nel Dipartimento Difesa, ma avrebbe subito manifestato la sua indisponibilità in quanto già membro del cda di Leonardo. Una lettera del coordinatore dei dipartimenti, Armando Siri, datata 27 settembre, avrebbe poi formalizzato questa indisponibilità.
O caso illustra quanto sia delicata la «costruzione dei diritti» e la tutela degli organi di controllo in un momento di tensione politica. A pesare non è solo il nome scelto dalla maggioranza, ma il meccanismo istituzionale: le commissioni parlamentari devono esprimere un parere vincolante con maggioranza qualificata dei due terzi, e le opposizioni hanno già annunciato che non daranno il loro sostegno alla candidatura.
Con il ritiro di Altieri, il governo si trova ora ad affrontare il dilemma pratico e simbolico di individuare una figura che possa ricucire la fiducia tra le istituzioni e la cittadinanza, abbassando la temperatura politica e ripristinando i ponti necessari tra Stato e società civile. La vicenda può essere letta come un monito: il peso della caneta governativa è tanto politico quanto civico, e quando si trattano gli strumenti di vigilanza pubblica è fondamentale mantenere intatti gli alicerces della legge.

